ATTENZIONE!!!!!..MOLTI DI QUESTI LIBRI SONO IN REALTA' FOTOCOPOIE BEN RILEGATE!!!!...(CONSIDERANDO I PREZZI REALI QUESTA E' LA SOLUZIONE PIU' CONVENIENTE CREDETEMI!!!)...UTILI PER PREPARARE ESAMI UNIVERSITARI, O PIU' SEMPLICEMENTE PER SSTUDIOSI O AMATORI DEL GENERE!!!!SU ALCUNE POTRESTE TROVARE SOTTOLINEATURE E QUALCHE APPUNTO AI LATI...MA SONO IN BUONISSIME CONDIZIONI!!!CMQ PER QUALUNQUE INFORMAZIONE AL RIGUARDO NO ESITATE A CONTATTARMI!!!!
QUI DI SEGUITO ECCOVI LA LISTA DEI LIBRI(FOTOCOPIE!!!):
Il più bel libro mai stato scritto sul teatro
Il trucco e l'anima
di
Angelo Maria Ripellino
"Più che una serie di capitoli sui grandi maestri della regia,
questo libro è una sorta di romanzo-saggio
sulla cultura teatrale russa del primo Novecento.
Il teatro è qui il pretesto per una magica rievocazione
delle tendenze dell'arte e del gusto in quel tempo.
Una storia, dunque, che coglie il continuo oscillare dell'arte registica
fra l'appariscenza sgargiante del trucco e
il segreto scandaglio dell'anima.
Una galleria di rappresentazioni ricostruite con minuziosità e con fervore,
sulla scorta di documenti, di rare notizie, bozzetti, ritagli, ricordi, testimonianze.
Frutto di cinque anni di ricerche,
il libro reinterpreta in modo inconsueto la creazione dei massimi registi russi,
da Stanislavskij a Mejerchòl'd, da Vachtàngov a Taìrov.
La scena pensante. Cesare Zavattini fra teatro e cinema di Cristina Jandelli
Un grande maestro del cinema, un raffinato umorista, un intellettuale geniale che
ha scelto la fascinazione per esprimersi e contagiare. Indimenticabile ma
dimenticato. Anche nel teatro. Un libro ci svela adesso i percorsi segreti di Cesare
Zavattini nel teatro italiano.
EricH von Stroheim. Lo sguardo e l'iperbole - Paganelli GrazIA
Uccidere per amore. Racconti 1948-1952
Giorgio Scerbanenco
Contenuto:
Nel suo ambiente di scrittori e giornalisti lo chiamavano 'macchina per scrivere storie'. Infatti, nella sua vita non lunga, Scerbanenco ne scrisse qualche migliaio, disparati e dispersi per genere e formato, dal rosa al poliziesco, dal racconto per il rotocalco al volume romanzesco. Ma il genere in cui eccelleva era il poliziesco, che allora si chiamava rigorosamente alla francese: 'noir' - e dal cinema e dalla letteratura francese importava per la prima volta in Italia i suoi schematismi: l'ambientazione poliziesca e malavitosa ritratta come un mondo a parte, più vero di ogni altro; l'assenza di moralismo; atmosfere cupe; lo smacco, sia per il bene che per il male, acquattato a ogni angolo. La grandezza di Scerbanenco nel genere nero, probabilmente era legata a due circostanze, la sua sapienza e la sua filosofia: una decennale esperienza nei rotocalchi popolari, e un interesse spiccato per la rubrica delle lettere, gli avevano consentito di archiviare un numero enorme di casi umani e reali, a dotare di un caratteristico sapore di verità ogni sua finzione; e una amarezza di fondo, un pessimismo dava il colore originale ai suoi intrecci, in cui la giustizia o la felicità della riuscita possono sì giungere, ma solo per un gioco del caso, e il mondo è innocentemente crudele. I racconti di "Uccidere per amore" - sul tema unico del duetto disperato, come si capisce dal titolo, tra la passione e il delitto -, molto classicamente scerbanenchiani, uscirono tra il 1948 e il 1952 su riviste femminili, sotto pseudonimi diversi, e sono qui per la prima volta raccolti in volume.
Arcangelo Mazzoleni
L'ABC del linguaggio cinematografico
Strutture, analisi e fidure nella narrazione per immagini
Teoria generale del montaggio
di Ejzenstejn Sergej M.La Teoria generale del montaggio fu scritta nel corso del 1937 ed è rimasta per molto tempo inedita. Si tratta della più ampia e audace ricognizione sul montaggio che Ejzensÿtejn abbia mai concepito: il cinema resta il suo referente esemplare, ma l’indagine si muove con grande libertà nei più diversi campi della produzione artistica, con illuminanti incursioni nell’antropologia e nell’estetica filosofica. Ne risulta un quadro interpretativo di insuperata fecondità, capace di gettar luce non solo sui fondamenti teorici e sull’evoluzione storica del montaggio ma anche sulle prospettive, ancor oggi in larga parte inesplorate, di una cultura dell’audiovisivo.
Roberto Alonge (1988), Teatro e spettacolo nel secondo Ottocento, Roma-Bari, Laterza.La prima storia generale del teatro inteso non tanto come scrittura drammatica quanto come rappresentazione e spettacolo.
Nel secondo Ottocento, mentre in Europa tra Parigi e Mosca si impone il ‘teatro di regia’, in Italia perdura e anzi trionfa il ‘teatro dell’attore’. Qui Adelaide Ristori, Ernesto Rossi, Tommaso Salvini, Ermete Zacconi, Eleonora Duse continuano a unire genialità e improvvisazione, grandezza e miseria.
Vito ZAGARRIO, FRANCIS FORD COPPOLA
“Musica, scrittura, denaro, sono insomma i vertici di un sacro triangolo della personalità e del cinema di Coppola.<…>Sin da piccolo, Francis gioca col registratore, evidentemente oggetto familiare a casa Coppola. Lo usa, sui dieci anni, per registrare la musica, poi per sincronizzare i filmini realizzati”.
Cinematecnica. Percorsi critici nella fabbrica dell'immaginario A CURA DI FABRIZIO BORIN E ROBERTO ELLERO,BULZONI EDITORE.
"Come nasce un soggetto cinematografico. Monologo in due tempi" Cesare Zavattini
....ALLORA???!!!CHE DITE UN BELLO STOCK VERO???!!...CHE ASPETTATE FATE LE VOSTRE OFFERTE!!!!
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OK contatti per fini commerciali.
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